21 agosto 2017

Presidente Grasso, da che parte sta?

Presidente Grasso, da che parte sta?

Incredibile, ma vero. Cécile è presa di mira e lasciata da sola. Chi segue l’attualità  non può non vedere, sentire e leggere le critiche repellenti e gli attacchi ingiustificati nei confronti della neo-ministra. C’è chi critica per rifarsi un’immagine politica come  il politicante senza identità Magdi Allam, c’è chi sostiene il governo ma non vuole votare la Cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. E tutto è comprensibile, ma nessuno si sarebbe aspettato l’uscita del presidente del Senato Grasso con  l’ affermazione allarmista e pessimista: “Non possiamo fare in modo che l’Italia diventi il Paese dove sbarcano le puerpere soltanto per far ottenere la cittadinanza italiana ai figli”.

Caro Presidente, la discussione accesa sulla Cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia è una  proposta di buon senso inserita nei punti programmatici del Partito Democratico, caldeggiata tante volte dal Presidente della Repubblica Napolitano, da tutti i leader del centro sinistra e condivisa da alcuni politici del centro destra. Oggi, la Sua dichiarazione non gioca a Suo favore, evidenzia notevolmente la Sua scorrettezza anche nei confronti del Partito Democratico che L’ha candidato e ha creduto molto in Lei.  L’impegno civile di Cécile è noto, la proposta è nata dalla maggioranza degli italiani che non vuole i quartieri ghettizzati come le banlieues parigine. Ricordiamo Signor Presidente che molti cittadini che hanno avuto la cittadinanza italiana “ius sanguinis”, non vivono in Italia, non parlano l’italiano e non contribuisco allo sviluppo del paese. Noi, chiediamo la Cittadinanza per i figli di immigrati nati e residenti in Italia, che vanno a scuola insieme ai ragazzi italiani, che parlano l’italiano e conoscono la storia politica e culturale dell’Italia. Tanti di loro non tornano nel paese d’origine dei loro genitori, o meglio non parlano la lingua d’origine.  Essi sono a tutti gli effetti italiani. Rifiutare loro la Cittadinanza, è un atto di inciviltà. Presidente, con tutto il rispetto, ci dica da che parte sta?

Cheikh Tidiane Gaye

Commenti

  1. Flora dice:

    anche perchè in nessuna proposta di legge per la riforma della cittadinanza si richiede il diritto ad ottenerla per il proprio figlio non appena si sbarca in Italia – anche la proposta di legge più ‘liberale’ e meno ‘restrittiva’ di tutte, ossia quella di iniziativa popolare promossa dalla campagna ‘L’Italia sono anche io’ – proponeva un minimo di ben UN ANNO DI RESIDENZA LEGALE NEL PAESE del genitore il cui figlio nato in italia acquisisse la cittadinanza alla nascita – e come si sa la gravidanza dura meno di un anno…. Le altre proposte di legge prevedono tutte anche la frequenza a un corso di studi, o altre requisiti che ‘temperano’ lo ius soli – quindi il facile allarmismo dell’onorevole è del tutto fuori posto e dimostra quantomeno una ignoranza imperdonabile in materia

  2. vilma dice:

    la cittadinanza ai figli degli immigrati che vivono e lavorano in Italia dovrebbe essere un fatto normale in un Paese normale…… mi chiedo se l’Italia sia un Paese normale……..comincio ad avere grossi dubbi…..

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