21 novembre 2017

Cécile la nera italiana e il fallimento della Lega Nord

Ho avuto modo nel mio ultimo libro Prendi quello che vuoi, ma lasciami la mia pelle nera (edizione Jaca Book, 2013 con prefazione di Pisapia) di evidenziare che “L’uomo abita dove vive e non dove nasce.” Non è una frase buttata così per fare retorica come fanno i politici di oggi, ma un concetto molto sostanziale in una realtà di globalità planetaria che sta attraversando l’umanità.  Non accetto che  la stampa chiami Cécile la “donna di colore”. Lei è la nera italiana, orgogliosissima di essere italiana e fiera delle sue radici congolesi.

La nomina di Cécile Kyenge arriva in un momento storico: l’Italia è ferma economicamente, la disoccupazione continua a crescere, la politica perde credibilità, il nostro paese è in carenza di politici onesti e “puliti” in grado di rappresentare il popolo e pensare alle esigenze della collettività. A questo si aggiunge l’ irresponsabilità dei parlamentari eletti nel dimostrare nei confronti degli elettori la fiducia ottenuta. In questa panorama nasce il governo più discusso della storia della repubblica italiana: il Pd, il Pdl e Scelta Civica celebrano il matrimonio dopo il richiamo del  Presidente della Repubblica Napolitano. Il governo nasce quindi per testimoniare l’intenzione di voler risolvere i problemi del paese. Il governo di larghe intese suscita inoltre la più grande sorpresa: per la prima volta una Ministra di origine africana viene  nominata e deve occuparsi dell’Integrazione. Dalle fumate nere per scegliere il Premier nasce la Nera.

Tale nomina non è ben vista dai dirigenti leghisti e dalla Destra fascista. Chi se ne frega? Le critiche infanganti avanzate nei confronti del medico modenese di origine congolese non hanno fondamenti solidi. Una laurea alla Sapienza di Roma e non comprata in Albania, una persona incorruttibile senza precedenti, un leader che ha lavorato per ben più di quindici anni nel campo dell’immigrazione e nel sociale senza mai una volta dimostrare di essere alla ricerca del potere. Dalla fumata nera esce la nera italiana, la Cécile Kyenge, la speranza dell’Italia che si alza  e che cambia. La sua nomina entrerà nella storia e darà una grande lezione e fiducia alla seconda generazione per pensare al loro ruolo determinante per l’Italia multiculturale, l’Italia del futuro.

Oggi non si può non ricordare la responsabilità dei precedenti governi di centro destra quando Strasburgo ci condannò per i vergognosi respingimenti dei profughi verso la Libia volutamente architettati ad arte dal leghista Maroni e soprattutto per le dichiarazioni disumane e di cattivo gusto che pronunciano senza vergogna  leader della Lega e alcuni esponenti del centro destra nei confronti degli immigrati. Non si può non ricordare  la confessione dello stesso Maroni alla grande università di Verona nel 2012 che affermò che sul razzismo e sulla xenofobia la Lega ci ha marciato per raccogliere consensi. Ebbene, è ora di alzare lo sguardo e di cercare di non prendere  più per i fondelli gli italiani. Il miglior modo di fare politica non è usare la pelle nera di Cécile per creare polemiche e istigare all’odio, ma valutarla in base al contenuto delle sue proposte e al suo modo di interagire per risolvere i problemi dell’integrazione. Ahimè, i politici senza idee e senza etica, nell’intento di dividere gli italiani, si prestano alle bassezze più ridicole che potrebbero avere come conseguenza: l’odio nei confronti degli immigrati. Non voglio un secondo Rosarno! Basta la caccia ai neri!

Questo tipo di azioni sono da evitare per non far sprofondare il paese nel baratro. Penso che il consenso si guadagni con l’importanza delle idee politiche e non con le confusioni create ad arte per dividere il popolo. La nomina di Cécile segna il fallimento della Destra fascista e della Lega, apre le porte ad una convivenza civile nel rispetto reciproco delle leggi e degli usi e costumi, chiude il pessimismo che ha bloccato per anni le grandi riforme della Legge sulla Cittadinanza e infine allerta l’opinione pubblica. La nomina appare per alcuni una strategia elettoralista, ma credo fermamente sia piuttosto il vento rivoluzionario del cambiamento che soffia. Capisco l’ira della Lega. È difficile provare affetto nei confronti degli immigrati, ma è ora di far capire al suo elettorato che l’Italia è il paese che unisce e non che divide; l’Italia è prima di tutto la grande Nazione e non il piccolo paese senza passato e senza voce in Europa. Gli immigrati non possono sempre essere considerati cittadini di serie B. L’Italia deve prendere cura dei suoi figli, i suoi veri figli e Cécile ne è una ed è fiera di esserlo. L’immigrazione non si risolve con toni catastrofici.  E se Cécile fosse musulmana?  Cosa direbbe la Lega? Ecco la terrorista, l’amica di Ben Laden? La nera italiana dall’”aria casalinga”, che “deve fare la lavapiatti” porta con sé un curriculum brillante, un passato folgorante e rappresenta l’Italia giusta.

Non è questo il momento di riempire le pagine della stampa con battibecchi sulla splendida Cécile, ma trovare la strada per sollevare il paese dalla crisi. Ora dobbiamo camminare insieme per tracciare la strada civile della buona convivenza e per costruire, come ce lo insegnò Martin Luther King: “Quando gli uomini malvagi congiurano, gli uomini buoni devono pianificare. Quando gli uomini malvagi bruciano e bombardano, gli uomini buoni devono costruire e tenere assieme. Quando gli uomini malvagi usano ignobili parole d’odio, gli uomini buoni devono pronunciarsi in modo esplicito per la gloria dell’amore. Quando gli uomini malvagi cercano di perpetuare l’ingiusto status quo, gli uomini buoni devono cercare di realizzare un vero ordine di giustizia»

Cécile è la buona e non la cattiva!

Cheikh Tidiane Gaye

Commenti

  1. vittorio dallocchio dice:

    Non te la prendere. Sono quelli che dicevano “Roma ladrona” e poi l’hanno saccheggiata con i nostri soldi. Sono gli stessi che dicono sporco negro ma sono andati in Africa a comperare diamanti e a parcheggiare le loro barche, somperate sempre con i nostri soldi.

  2. Elena dice:

    Bravissimo, un ottimo articolo! Concordo pienamente con quello che scrive.

  3. saghi libert-arthur baudouin dice:

    Destra o sinistra sono sempre xenofobe. Il loro tempo è passato,vi ricordate di Fini(AN),qd aveva detto che Obama essendo nero,non era il momento di diventare presidente degli Stati-Uniti.Oggi dov’è finito tra lui e Obama.Adesso tocca ai leghisti pure loro,fra poco sparirano da questo mondo.

  4. Antonella dice:

    Sinceramente, quando mi trovo di fronte a queste cose mi meraviglio. Penso, e mi rendo conto poi di essere incredibilmente ingenua, che determinati atteggiamenti possano appartenere solo ad un passato ormai lontano. Rimango sgomenta nel costatare invece che ogni volta è la stessa cosa, ogni volta ci troviamo al cospetto di un altro cretino, di un altro fuori dalla storia o di un altro che non saprei definire pienamente… Sono sgomenta e addolorata, perché è la mia speranza che viene uccisa ogni volta. Per quel che vale, io sono diversa e mi piace trasmettere, negli ambienti che frequento, la mia indignazione di fronte ad episodi come quelli che stanno interessando Cecile. Incredibile che persone come Borghezio, dopo aver pronunciato frasi così gravi, possano ancora rappresentare l’italia nelle sedi istituzionali. Incredibile che tanto odio cieco (non chiamiamola ignoranza, non commettiamo l’errore di giustificare tali comportamenti con l’alibi dell’ignoranza) possa essere esternato impunemente. Per quel che vale, le persone che sono intorno a me, quelle con cui parlo e che frequento, sono diverse. Un abbraccio.

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