21 agosto 2017

Obama: orgogliosamente rieletto.

Grazie Obama!!!

Una vittoria che la storia ricorderà per sempre. Obama rieletto grazie al voto delle donne. Ancora le donne e sempre le donne. Brave!

Michelle Obama ha vinto, l’amore ha stravinto.

Obama riconfermato per altri 4 anni, l’orgoglio per tutti i Democratici. Altri 4 anni per continuare le sue riforme, altri 4 anni per fare cose che non ha potuto realizzare; altri 4 anni per stare più vicino alle donne, agli anziani, ai poveri;altri 4 anni per cambiare le mentalità sui matrimoni gay;altri 4 anni per l’impegno sociale;altri 4 anni per insegnare ai Repubblicani l’Uguaglianza;

Il discorso della vittoria è stato leggendario. Che i fatti prevalgano sulla retorica. Che Dio benedica i suoi passi. Che la Pace sia con te Barack  Hussein  Obama

Auguri

Canto per Obama

Quanti barconi accostavano sulle coste del Mississippi

gli sguardi smarriti nei meandri della disperazione

le stelle in lutto,il cielo melanconico, il sudore d’oro

che arricchì terre senza passato e senza presente?

La piroga che abbandonava l’Atlantico,

che palpitava le valvole dei tuoi nonni i nostri nonni

la piroga dei rancori partorì la lava del vulcano,

il sangue fuoco fulminante delle notti buie,

notti solo di malore e di dolore:

quel sangue è del leone e dell’orso

che all’alba aprirà l’occhio del sole e della luna.

Il tuo sogno approda sulle spiagge di tutti i cuori innocenti

nelle onde canticchiando offrono la brezza di primavera

la speranza scolpisce le tue labbra e sforna l’amore

e dal tuo sorriso di marmo sorriderà un intero popolo.

Dal tuo spirito pittore e dalla tua anima novatrice

stampi con orgoglio nell’asfalto il timbro unificatore

– la tua voce di flauto non illumini la spada dei nemici della pace

ma addolcisca di gioia le lacrime purulenti.

Già da oggi la storia ha riempito i fogli della memoria,

le parole spalmate nei nostri sguardi,

gli applausi intrecciano la libertà

di un popolo imprigionato nella notte dei tempi.

Oggi i fiori sbocciano i dolci frutti

i frutti dalle radici secolari

i secoli che riempiono i pozzi di bei ricordi:

Gorée rinasce, il cielo di Bahia sorride

Mississippi canterella, Harlem intona il suo Jazz –

Oggi, il vento rinfresca gli sguardi sperduti,

le stagioni applaudono e la piuma riscrive il lungo cammino dei negri.

Sono partite le stelle accolte nel cielo della misericordia:

Martin Luther king dalla lingua di spada che non violentava la parola

Malchom X che cantò la libertà, Marcus Garvey la storia leggendaria

oggi sei tu il barometro della storia

invulnerabile Masai, dalla tua voce tronca il tifone

la tempesta non passeggia nel tuo cammino

sei un bianco,un nero,un mediterraneo, un arabo

profumato d’oriente e bagnato nel Nilo

porti ovunque la bellezza della razza umana.

Obama,

Baraka su di te

sei la luce del mezzogiorno che alza la bandiera della libertà,

sei il sangue fertilizzante delle terre aride

l’acqua pura nutriente che annaffierà le piantagioni sterili,

sei la bussola che offrirà la parità, il fulmine salvatore

dopo le risse torrenziali,

il tuo cammino reale più elegante dello struzzo

sfoderato negli sguardi di Chaka lo zulù e di Sundjiata il mandingo

Obama,

hai già vinto e non ti resta che vestirti dell’arcobaleno

e nel tuo dorso di tenerezza,imbustare tutte le speranze perdute.

Ricordati le mani colpite nelle piantagioni di caffè e di cacao

ricordati secoli di pianti e di lamenti,

bocche imbavagliate,lingue strappate, pelli ferite

ricordati sangue dei degni immolati nelle strade per rivendicare la libertà

ma perdona e offri a tutti la tua grazia

sii clemente quanto la madre di Calcutta

sei la trombetta, il tam-tam

suoni la musica che addolcisce i cuori deserti

strappi l’ago per cucire le barriere fino ieri di vergogna

accendi il carbone negro per illuminare la statua della Libertà.

Se potessi,

ti darei il cavallo di Aimé Césaire

e della sua lingua sfameresti le bocche senza lingue,

se potessi,

ti darei le sillabe di Senghor per nutrire i giardini di Washington,

se potessi,

ti offrirei un bagno rituale per purificarti a Tumbuctu.

Nel tuo cuore tutti i neri leggono la speranza,

nel tuo sguardo l’avvenire del mondo e dal tuo cammino epico

la vittoria attesa dell’umanità.

Obama,

con il mio tamburo intessuto di pelle di capra

dal mio legno scolpito nelle radici del tamarindo

la bacchetta ancestrale intona il ritmo reale per incoronarti:

il figlio leggendario partorito nell’antro della tigre

battezzato nel raduno dei leoni,

il tuo nome scelto nelle notti evocatrici

il tuo passo svelto, canterò il tuo cuore olimpico.

Obama,

Che la luna appenda il tuo nome nel firmamento del trionfo

e che il sole ti protegga dalle spine velenose.

Ho già seminato le mimose,

e quando la freschezza riempirà la mia casa a novembre

la fraternità vincerà sull’odio e la disuguaglianza.

 

Baraka: in lingua araba significa benedizione

 

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