Il discorso sul narcotraffico che giustifica le azioni degli Stati Uniti in Venezuela è solo un pretesto. La vera questione in gioco è il petrolio, una risorsa fondamentale per l’economia globale, che alimenta gli interessi di chi ha il potere. Questo non è un segreto per nessuno.
Mentre Putin invade l’Ucraina e Gaza continua a tremare sotto il peso del conflitto, il mondo assiste a una serie di guerre e violazioni dei diritti internazionali, ma stranamente, non sentiamo più parlare dei grandi leader mondiali. È come se tutto fosse in silenzio. Le dichiarazioni di sostegno si fanno sempre più rare, e quelle che arrivano sembrano vuote, prive di vera azione.
Eppure, i paesi occidentali fingono di adottare una politica di solidarietà, quando la verità è che l’Occidente ha sempre portato avanti una politica ingannevole. Fermiamoci un momento a riflettere. Chi fabbrica armi e le vende senza sosta? Chi crea conflitti per avere il controllo del petrolio, mentre finge di essere impegnato per la pace? È un inganno, una vergogna che ha radici profonde.
E dove sono le istituzioni internazionali? A cosa servono davvero le cattedre di Diritto Internazionale se poi il diritto stesso viene calpestato ogni giorno, in nome degli interessi economici e geopolitici di pochi? Cosa insegniamo ai nostri figli?
Nessuno osa davvero dire la verità a Trump, nessuno ha il coraggio di alzare la voce contro chi abusa della propria potenza. Si continua a parlare di Maduro come di un dittatore comunista, ma questo è solo un alibi. Non ci voleva l’ingerenza americana. Il popolo sovrano venezuelano aveva il diritto di agire e cambiare il proprio governo secondo la propria volontà. Democrazia esportata? La vera causa è la forza, il controllo, e soprattutto il petrolio. Punto. La realtà è che tutto questo non è altro che una messa in scena, un gioco di potere e denaro, dove la vita e la libertà delle persone contano meno di quanto sembri.
Cheikh Tidiane Gaye
Ambasciatore per la Pace
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