27 aprile 2017

IN MEMORIA A JERRY MASSLO

(poesia dedicata a Jerry Essan Masslo, rifugiato politico sud africano ucciso a Villa Literno il 25 agosto 1989)

“Amare è così breve, e dimenticare così lungo.”

P.Neruda

La notizia è arrivata  un venerdì

un’ intera città pietrificata

un giorno orfano

le onde del mare si sono fermate

nel silenzio un dolore incurabile

tutto si è fermato

morto il sole, morta la luna

i fiori vedovi, il cielo oscuro

la terra piange

il fiore appassisce

tutto si è fermato

il silenzio abitava in ogni angolo

la lingua ha perso la sua musica

la poesia le sue strofe

le metafore il loro incenso

la fiamma spenta

e i libri raccontano

il tuo nobile vissuto

Jerry l’africano se ne andato

Jerry, sei il vessillo che sventola

nelle nostre memorie

sei il canto dei venti delle stagioni

il libro che ci insegna,

dal tuo Sud Africa che avevi lasciato

per rifugiarti in Italia

sei stato il vento liberatore

dalla tua morte ad oggi

il sole non risplende più

Jerry lo zulu, umile sei stato

hai incarnato tutti i colori

e sei stato l’essere di tutti i colori

sei stato un bianco un rosso

sei stato un giallo sei stato universale

sei stato la strada che ci conduce

all’amore tra i popoli

la tua tomba è più grande del tuo nome

il tuo nome è più grande di Villa Literno

la tua ultima dimora, la terra che ti ha accolto

la libertà rinascerà dal tuo nome

Jerry, il tuo nome è leggenda

la parola non sarà mai più vedova

ti canteremo per la tua umiltà

l’Africa ricorderà di te

come uno dei suoi degni figli

l’Africa la nostra, la tua Africa

sempre in piedi

parlerà di te e ti loderà

Jerry, perdona quelli che ti hanno deriso

quelli che ti hanno schernito

quelli che hanno steso insulti

sulla tua pelle d’ebano

quelli che hanno scagliato

sulla tua storia

quelli che ti hanno soffocato

quelli che hanno osato

fermare il tuo respiro

Jerry, il tuo nome scolpisce

versi  e prose

come la tua vita abbraccia

le allitterazioni  della pace

Jerry, il profumo delle nostre notti

spetta a noi portare il tuo nome

spetta a noi cantare il tuo orgoglio

spetta a noi alzare il tuo sguardo di pace

per rendere viva la tua vita.

 

 

CHEIKH TIDIANE GAYE

Arcore, il 02 settembre 2014

jerry_masslo

 

« […] Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un’accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo. »(Jerry Essan Masslo)

Commenti

  1. Grazie per averlo ricordato, e in questo modo…
    Si è mancato, qui in Italia, l’essere egoisti in modo intelligente –
    perché le persone come Masslo sarebbero una ricchezza. Dovremmo tenercele ben strette …
    Come primo passo, poi potremmo anche arrivare a capire che l’apparato esteriore, somatico e comportamentale, vela ma non trasforma gli stessi sentimenti, le medesime aspirazioni di qualunque essere umano in qualunque angolo di questo pianeta. E anche i difetti… certamente : simili ovunque

    • Concetta Pagano dice:

      Emozionanti i versi … le parole di Jerry colpiscono dritto al cuore … purtroppo il razzismo nelle sue diverse accezioni è ancora presente nella triste realtà italiana (e non solo) e mi addolora tantissimo che noi, popolo di migranti, riserviamo tale triste sorte al nostro prossimo … E mi indigno, mi incazzo, mi impegno per cambiare questo mondo che proprio non va… Ma quand’è che costruiremo la tanto agognata, bella e grande umanità!?

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