25 giugno 2017

Canto del djali,Voce del saggio, parole di un cantore

Percorrere le pagine della raccolta poetica di Cheikh Tidiane Gaye significa allora immergersi, una volta di più dopo Senghor, nelle costanti di un’Africa finalmente felix:un’africa del passato, quella in cui il “coltello selvaggio” non aveva ancora “strappato la prestigiosa comunione” dell’uomo con l’essere(“il poeta e lo spirito”). Si cerca l'”ago eterno(…)così potente da ricucire”; tuttavia si trova solo la forbice: come un sarto, il poeta vuole che gli vengano trasmessi i sogni di tutti, i loro sorrisi illuminanti, i loro cuori palpitanti, per poterli far vibrare, una volta ancora, atraverso la sua parola. Un viaggio nell’universo delle melodie, delle origini e dei valori; con Il canto del Djali, la poesia africana conferma il suo ritmo, la sua bellezza, la sacralità della parola.

INFINE CANTIAMO!

Infine cantiamo le nostre terre
le mani accoglienti
cantiamo questa bella terra
la mucca che ride di latte
cantiamo questo bel tetto
il caffè, la fierezza dei nostri cuori
cantiamo questo cielo
dove cresce il cotone bianco
cantiamo infine
la forza dei bravi ragazzi che irradia
sotto il cielo di speranza.

Prefazione di Silvia Riva

Edizione dell’arco

ISBN: 978-88-7876-086-8
Anno: 2007
Pagine: 88

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